
Anno 2003
Numero 7 - Maggio 2003
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PER CRISTO, CON CRISTO IN CRISTO
Quando diciamo orazione intendiamo un
contatto personale con Dio che ci ama, un progredire del nostro grado di intimit?profonda in e con
il Signore, che si offre a noi come compagno di vita. Qualche considerazione.
1. Meno si prega, meno si desidera pregare.
Se preghiamo poco, troviamo difficolt?nel pregare, come se le nostre facolt?interiori s?irrigidissero
progressivamente. Costatando tale difficolt? tendiamo allora ad abbandonare l?orazione, per la legge del minor
sforzo.
Il rischio cui sono esposti quanti hanno ricevuto
la chiamata ad una vita profonda con Dio ?quello di farsi prendere dalle fatiche della quotidianit?e a poco a
poco smettere di pregare, magari sottovalutando i sacramenti, tralasciando in seguito gli atti di carit??
facile quindi entrare in crisi: quando viene a mancare il centro di gravit?della vita e si aprono vuoti nell?intimo,
il cuore diventa preda delle ombre della solitudine, dell?angoscia, del vuoto e la vita stessa perde di senso.
Scrive padre Ignacio Larranaga, sacerdote
francescano che vive in America Latina: "Quanto meno si prega, quanto pi?Dio si va dissolvendo in una
confusa lontananza. Si tramuta in una "idea" esangue e senza vita. E non si desidera stare, avere
contatto, vivere con e per un?idea." Se per lungo tempo si trascura di pregare, Dio finisce per
"morire": non in se stesso, perch??per essenza l?Eterno, ma nel cuore dell?uomo; muore come una
pianta rinsecchita che si ?trascurato di bagnare. Non ?pi?quella forza pasquale che strappa l?uomo dal suo
egoismo, per lanciarlo in un perpetuo "esodo" verso un mondo di libert?interiore, di amore, d?impegno.
Si potr?allora parlare "di" Dio, ma non pi?"con" Dio, meno ancora vivere "in"
Dio.
2. Pi?si prega, pi?si desidera pregare.
Dio non cambia. E? presente in noi, in maniera completa e inalterabile. Ci?che invece cambia ?il nostro
rapporto con lui, secondo il personale grado di fede e d?amore. L?orazione fa entrare l?uomo in relazione
con Dio, ci aiuta a conoscerlo, ad entrare in intimit?con lui, ad amarlo. Ancora padre Larranaga: "E?
come quando si accende una lampada in una camera oscura: pi?la lampada ?luminosa, meglio si pu?cogliere l?aspetto
della stanza, che diventa cos?"pi?presente", viene percepita in modo pi?completo e dettagliato,
bench?sia sempre la stessa. La preghiera ?la lampada!"
Pi?si comunica con Dio, pi?si desidera
comunicare. La preghiera cristiana si qualifica allora come richiesta di entrare in un rapporto d?amore con le
tre persone divine. La nostra relazione con Dio ?possibile perch?Dio si ?relazionato per primo con noi.
Lo Spirito Santo, respiro d?amore, ci rende capaci di identificarci con Ges?/b>, Figlio Unigenito: con la
preghiera ci ?dato di sentirci "figli nel Figlio", perfezionando cos?la nostra relazione col Padre.
"Con Cristo, per Cristo, in Cristo" noi
glorifichiamo Dio, come proclamiamo attraverso le parole che il sacerdote pronuncia durante la Messa, al termine
della preghiera eucaristica. Pregare "in" Dio, pregare "in" Cristo: la meta finale dell?orazione
?la trasformazione dell?uomo in Ges?Cristo. E? chiaro che al traguardo perfetto non si arriver?
mai, ma la vita deve essere un cambiamento dall?uomo vecchio all?uomo nuovo, che gradualmente si riveste degli
stessi sentimenti di Cristo.
"Chi osserva i suoi comandamenti dimora
in Dio ed egli in lui.": nella misura in cui ci abbandoniamo alla volont?di Dio, la nostra comunione
con lui diventa sempre pi?intima ed il Divino si trasforma per noi in ogni bene. Per l?anima contemplativa Dio
"vale" quanto una sposa affettuosa, un buon fratello, un padre amorevole: diviene ricompensa, festa,
banchetto.
A chi nella preghiera ha gustato e visto
"quanto ?buono il Signore", Dio stesso far?gustare un vino inebriante, pi?gustoso di tutti i
frutti della terra. Bene lo speriment?Francesco d?Assisi, l?uomo pi?povero del mondo. Trascorreva notti
intere sotto le stelle e provava una sensazione di pienezza esclamando: "Mio Dio e mio Tutto".
Era entrato nella "danza divina", in intimo rapporto col Padre, e non aveva bisogno di nient?altro!
Maria Luisa
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